Migliorare la soddisfazione dell’utente finale e la produttività del business

La costante adozione delle policy BYOD (Bring Your Own Device) e BYOA (Bring Your Own Application) è fonte sia di ottimismo che di preoccupazione tra migliaia di aziende ed organizzazioni.
CIO e amministratori IT, sebbene condividano i medesimi obiettivi di produttività, nutrono spesso forti perplessità circa la crescente adozione di dispositivi e applicazioni consumer all’interno del flusso di lavoro aziendale che potrebbe comportare potenziali perdite di dati sensibili, rendere i dati aziendali vulnerabili ad attacchi malware ed esporre il business e la dirigenza a costose azioni legali, a scapito anche della reputazione, associate a violazione di privacy o conformità.

Ma c’è una buona notizia sia per i vertici aziendali che per i CIO: i recenti progressi nel settore EMM (Enterprise Mobility Management) e le emergenti preoccupazioni sulle implicazioni per la sicurezza a lungo termine di BYOD e BYOA, stanno fornendo slancio a un approccio alla mobilità enterprise noto con l’acronimo COPE, o Corporate Owned, Personally Enabled.

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